12 Feb A tu per tu con Giovanni Normando, Dirigente e Direttore Sportivo dell’ASD San Leucio e San Pantaleone
Buonasera Direttore, come sta?
Buonasera, tutto bene, grazie.
Da chi e quando è stata fondata questa Società? Come mai questo nome? Quali sono i vostri colori sociali?
La società è stata fondata nel 2022, precisamente il 27 luglio, giorno scelto non a caso, poiché si festeggia San Pantaleone, medico e martire, che è il santo patrono della frazione Borgo e compatrono di Montoro, insieme a San Leucio, infatti la nostra Parrocchia è intitolata proprio “San Leucio e San Pantaleone”. L’idea è stata del vicepresidente Antonio Tolino e subito condivisa e accettata con entusiasmo dal presidente ancora in carica, Davide Pitta’, e da altri dirigenti, che per cause di forza maggiore non sono più nell’organigramma. Successivamente, si sono aggiunti, oltre al sottoscritto, anche gli amici Trifone Pantaleone, D’Onofrio Pasqualino e Aversa Nicola, quest’ultimo ricopre anche il ruolo di allenatore. I colori sociali sono il giallo e il verde.
Lei in passato è stato anche un ottimo calciatore, adesso cosa si prova a stare al di fuori del campo e non poter vivere più quelle emozioni da primo protagonista?
Mi manca molto non sentire l’emozione che si provava quando si scendeva in campo, però c’è da dire che in questa nuova veste mi sento ancora più coinvolto e con più responsabilità.

Giovanni Normando
In quale campionato militate? E quali sono gli obiettivi che vi siete posti quest’anno?
Militiamo nel campionato di terza categoria – Girone A della provincia di Avellino. L’obiettivo principe è quello di migliorarci sempre. Veniamo da una finale playoff persa lo scorso anno, dove però abbiamo forse disputato una delle più belle prestazioni, ricevendo i complimenti dagli avversari e dai tanti addetti che erano presenti allo stadio; purtroppo il risultato non ha rispecchiato quello che abbiamo prodotto in campo. Diciamo che ci è mancato un po’ di cinismo sotto porta e anche un pizzico di fortuna, però a fine gara abbiamo fatto gli onori e i meriti agli avversari, come giusto che sia.
Ora che è dirigente, può dirci se il calcio dilettantistico è migliorato o no rispetto al passato?
Secondo il mio punto di vista, il calcio dilettantistico è peggiorato rispetto al passato; prima era molto più competitivo e il livello tecnico era molto più alto.
Come valuta le strutture presenti sul territorio?
Alcune sono vecchie e obsolete, a parte il fiore all’occhiello che è lo stadio “Sandro Pertini”, che purtroppo non riesce a servire e a smaltire le tante richieste che arrivano dalle tante realtà calcistiche presenti sul territorio.
Quali sono le difficoltà che di solito si incontrano per tenere in piedi una società di calcio dilettante?
Una delle tante difficoltà di una società di terza categoria è che ci sono dei costi importanti da sostenere. Per fortuna abbiamo qualche sponsor che ci aiuta, ma è davvero dura far quadrare i conti.
Come valuta la campagna acquisti, sia quella iniziale che quella di riparazione, da pochi mesi conclusa?
Ritengo sia stata fatta una buona campagna acquisti sia estiva che invernale; siamo intervenuti in quei ruoli in cui eravamo scoperti. Poi, come tutti sappiamo, sarà il campo a dire se abbiamo avuto ragione.
Come giudica il lavoro fatto fin qui dallo staff tecnico?
A parte l’inizio un po’ così, ora ci siamo messi di nuovo in carreggiata; per me il lavoro dello staff tecnico è ottimo. Non lo dico come persona di parte, ma lo dicono i fatti: sono 3 anni che stiamo sempre in alta classifica.
Qual è il messaggio che vuole trasmettere ai tifosi e agli appassionati che hanno a cuore i vostri colori sociali?
Il messaggio è di seguire in massa la squadra, così come fanno un gruppo di ragazzini che ci seguono sia in casa che in trasferta. A questi ragazzi va il nostro plauso; la squadra e la società non smetteranno mai di ringraziarli, perché ci mettono impegno e passione.
