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Inquinamento nel Sarno: nei capannoni di Montoro scoperta una discarica abusiva di rifiuti pericolosi

Inquinamento nel Sarno: nei capannoni di Montoro scoperta una discarica abusiva di rifiuti pericolosi

Sequestrati 3.000 metri quadri di un’azienda di lavorazione del ferro. Tra oli esausti, batterie e vernici, i rifiuti venivano abbandonati sul nudo terreno. Nel mirino dei Carabinieri anche la mancanza delle autorizzazioni ambientali obbligatorie.

Montoro (Avellino) – Nuovo duro colpo delle forze dell’ordine al traffico illecito di rifiuti e all’inquinamento del bacino del fiume Sarno. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) di Avellino, insieme ai colleghi del Nucleo Forestale di Forino e alla territoriale di Montoro, hanno posto sotto sequestro un intero complesso industriale dedito alla lavorazione del ferro e di macchinari industriali.

All’interno dell’opificio, situato nel comune di Montoro, è emersa una vera e propria discarica abusiva: circa 50 metri cubi di rifiuti speciali, pericolosi e non, abbandonati senza alcuna precauzione direttamente sul nudo terreno, sia nei locali, sia nel piazzale antistante, sia all’interno di uno scavo realizzato appositamente.

Tra i rifiuti rinvenuti: oli esausti, vernici, batterie e RAEE

Durante l’ispezione, i militari hanno classificato un quadro allarmante di sostanze tossiche e pericolose per l’ambiente. Nel dettaglio, sono stati trovati:

  • Oli esausti

  • Vernici e solventi

  • RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche)

  • Batterie e pile esauste

L’accumulo incontrollato, secondo quanto rilevato dai Carabinieri, ha compromesso le matrici ambientali (suolo e acque superficiali), aggravando il già delicato quadro dell’inquinamento nel bacino del fiume Sarno.

Nessuna autorizzazione e niente piano di sicurezza

Le irregolarità non si fermano ai rifiuti. L’attività produttiva veniva esercitata all’interno di un fabbricato in stato di ultimazione, privo del prescritto Piano Operativo di Sicurezza (P.O.S.). Inoltre, il titolare – un 45enne del posto – operava senza la necessaria Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.), documento obbligatorio per le attività a rischio impatto ambientale.

Scatta il sequestro dell’intera area industriale

Alla luce delle violazioni emerse – che configurano ipotesi di reato legate alla gestione illecita di rifiuti e all’assenza delle autorizzazioni ambientali – i Carabinieri hanno disposto il sequestro dell’intero complesso industriale, che si estende su una superficie di circa 3.000 metri quadrati, comprensivo di tutte le aree esterne pertinenti.

L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo del territorio finalizzato alla tutela del fiume Sarno, da anni al centro di un’emergenza ambientale tra le più gravi in Italia. Le indagini proseguono per verificare eventuali responsabilità penali e per risalire alla destinazione finale dei rifiuti già smaltiti illegalmente.