30 Giu Mummia perfettamente conservata del 1843 scoperta ad Avellino: chi era Maria Macrima Grillo
I resti della nobile 26enne, ritrovati durante i lavori nella chiesa dell’Immacolata a Prata Principato Ultra, svelano una storia di fede e carità. Gli esperti dell’Eurac Research al lavoro per la conservazione.
AVELLINO – Un’affascinante finestra sul passato si è aperta nel cuore dell’Irpinia. Durante i recenti interventi di miglioramento della sicurezza sismica nella chiesa dell’Immacolata, a Prata Principato Ultra, in provincia di Avellino, gli operai hanno fatto una scoperta straordinaria: i resti mummificati di una giovane donna, risalenti al XIX secolo, ritrovati in uno stato di conservazione eccezionale.
Il rinvenimento, avvenuto nella zona dell’altare centrale, ha subito destato l’interesse della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (ABAP) per le province di Avellino e Salerno. A rivelare l’identità della donna è stata una lapide posta al lato della sepoltura, che ha permesso di risalire a Maria Macrima Grillo, deceduta il 22 aprile 1843 all’età di soli 26 anni.
La storia della nobildonna irpina
Grazie al meticoloso lavoro di ricostruzione storica condotto dall’archeologa Albina Moscariello, è emerso il profilo di una giovane appartenente a una delle famiglie nobili più influenti del territorio. La vita di Maria Macrima Grillo fu segnata da una profonda vocazione religiosa, vissuta però non dietro le mura di un convento, ma attraverso la “consacrazione laica”. La sua esistenza fu dedicata alla preghiera in ambito familiare e a opere di carità verso i più bisognosi, un tratto distintivo che la lega indissolubilmente alla storia della comunità locale.
Le sfide della conservazione
Lo stato di conservazione dei resti ha posto immediatamente questioni scientifiche e tecniche di primaria importanza. La Soprintendenza ha prontamente attivato una rete di eccellenza nel campo della ricerca, coinvolgendo l’Eurac Research di Bolzano, noto Istituto per lo Studio delle Mummie (Institute for Mummy Studies), per definire il protocollo di conservazione più adatto.
Nel frattempo, sono già state effettuate operazioni urgenti di disinfestazione e ricondizionamento dell’umidità dei tessuti organici, mentre è in corso il monitoraggio costante dei parametri termo-igrometrici per garantire la stabilità del ritrovamento.
La custodia e il futuro della mummia
In attesa del completamento dei lavori di restauro della chiesa, i resti di Maria Macrima Grillo sono stati temporaneamente traslati in un ambiente sicuro, messo gentilmente a disposizione dal vescovo della Diocesi di Avellino, monsignor Arturo Aiello. La volontà è quella di ricollocare la sepoltura nella zona absidale dell’edificio sacro, restituendo alla comunità la sua testimone silenziosa.
Per la particolare rilevanza storica e antropologica del caso, la Soprintendenza ha inoltre avviato i contatti con l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura, riconoscendo il valore non solo materiale ma anche identitario del ritrovamento. In un gesto di grande rispetto istituzionale, sono stati infine rintracciati e informati gli attuali discendenti della famiglia Grillo, che ora seguono con commozione le sorti della loro antenata.
